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Cosa devo imparare per diventare un consulente smart? E in quanto tempo posso imparare?

Ieri abbiamo visto come, se vuoi diventare un consulente marketing con buone possibilità di ottenere profitto e soddisfazioni, non devi porti come si pone il normale consulente marketing (da tecnico). Devi invece porti come uno stratega.

Questo modo di porsi differente si riflette in tutto ciò che fai, dall’inizio alla fine del tuo lavoro.

  • – Ha impatto su COSA devi imparare per fare consulenza marketing “smart”
  • – Ha impatto su COME cerchi i clienti (e dunque sulla concorrenza) che avrai quando fai consulenza marketing.

Oggi affrontiamo il primo aspetto: la formazione.

Come iniziare a proporsi nel mondo della consulenza marketing da ultimo arrivato?

Quante nozioni devo imparare?

Come è possibile acquisire tutto quanto ti occorre in un tempo relativamente breve, se un semplice “corso di HTML” richiede SETTIMANE?

Ecco le risposte.

Uno degli ostacoli per un appassionato di marketing che vuole diventare un consulente? Come iniziare da “ultimo arrivato”.

Come è possibile diventare un consulente marketing in breve tempo se ci sono già centinaia di consulenti marketing sul mercato? Magari con lauree e “attestati” importanti?

Come è possibile ritagliarsi uno spazio per lavorare con le aziende in crisi?

Iniziamo dalla prima cosa: cosa è opportuno imparare per diventare un consulente marketing di tipo “smart”.

La verità è questa: ci sono alcune nozioni “strategiche” che sono quelle indispensabili per un consulente di marketing.

Tali nozioni riguardano il brand positioning, i canali di acquisizione clienti, il modo particolare di vendere i servizi di consulenza, quali servizi proporre e a che prezzo.

Senza queste nozioni oggi NON puoi iniziare.

Tuttavia c’è una bella notizia: queste sono nozioni “strategiche”. E come tutte le nozioni strategiche e “logiche”, si imparano abbastanza in fretta.

Si tratta di capire “la filosofia dell’acquisizione clienti”.

E’ un po’ come dire: un conto è capire come USARE un blog e scriverci dentro per generare profitto.

Un conto è capire come CREARE un blog a livello di programmazione.

Il consulente marketing “smart” è uno specialista del primo aspetto, della parte strategica.

E NON VUOLE saperne nulla sulla seconda parte!

Quindi oggi la nozione “tecnica” è l’ultimo dei problemi per un consulente marketing.

Quello che invece conta è la “visione operativa d’insieme”: perché è quella che permette di vendere. Ed è quella che, alla fine, fa produrre risultati!

Dunque se una volta il consulente marketing doveva diventare esperto nella creazione di siti web, esperto di programmazione, esperto di design etc. etc…

… oggi il consulente “smart” si specializza su una cosa differente: la visione strategica d’insieme.

E cerca di sfruttare nel modo più intelligente chi ha già creato piattaforme che facciano ciò che a lui serve.

Ad esempio: devi trovare clienti per il turismo?

Un consulente tradizionale sviluppa un sito web, una campagna pubblicitaria, la creatività, e tutto questo “in house” e “da solo” (impiegando molto del suo tempo e creando materiale che NON può essere riutilizzato, perché personalizzato sul cliente).

Un consulente “smart” opera in modo diverso: prima crea un piano strategico, poi guarda se il mercato offre già soluzioni pronte (es portali di acquisizione clienti) in modo da sfruttare chi ha già creato il lavoro per lui, poi studia un processo di gestione del cliente in modo da massimizzare l’investimento sui portali, poi studia i testi delle email che comunicano al potenziale cliente e così via.

Insomma: anziché concentrarsi sui mezzi, si concentra a fare lui le uniche cose che impattano più di tutte sulla RESA dell’investimento pubblicitario: il copywriting, il posizionamento, la strategia di acquisizione clienti, e gli script di vendita.

E se gli serve il “tecnico” di fiducia che sviluppi la campagna pubblicitaria o la grafica?

Lo paga in out sourcing (o più spesso lo trova in partnership), naturalmente a spese del cliente.

Insomma: il modello della consulenza marketing “smart” non è un modello basato su una tecnica specifica: ma bensì su una visione strategica.

E’ un modello che sta a metà tra il vecchio modo di vedere il consulente e quello dell’imprenditore / manager.

Per questo motivo chi impara la visione strategica e sposta il focus dalla “tecnica singola” (es: campagne pay per click) alle “strategie di acquisizione clienti” può imparare tutto ciò che gli serve in un tempo relativamente breve: sapendo che però dovrà delegare ad altri le parti più tecniche o dovrà creare un proprio team di lavoro.

Naturalmente tutto questo con una accortezza: essere consapevole che anche in questo mestiere (come ormai in tutti i mestieri), non puoi mai smettere di imparare e tenerti aggiornato.

Per tutti i motivi descritti oggi è possibile imparare rapidamente ciò che “conta davvero” per produrre risultati, nel tempo necessario a studiare un buon corso come “consulente marketing smart 2013”.

Un corso che ti permette di imparare rapidamente ciò che funziona nel 2013; rivendere quello stesso know how, e guadagnarci.
Oppure applicarlo per la tua attività professionale al fine di creare una strategia vincente per ottenere risultati superiori.

Domani vedremo come questo focus sulla strategia, oltre ad avere il vantaggio che si impara velocemente, ha un altro vantaggio non secondario: ti permette di raccogliere clienti “in luoghi dove i normali consulenti non vanno”.

Quindi di attaccare un modo dove anche “l’ultimo arrivato” può fare bene: perché l’ultimo arrivato, in questo caso.. è anche il primo ad essersi posto nel modo che l’imprenditore cercava.

A domani.

  • Filippo

    “guarda se il mercato offre già soluzioni pronte (es portali di
    acquisizione clienti) in modo da sfruttare chi ha già creato il lavoro
    per lui, poi studia un processo di gestione del cliente in modo da
    massimizzare l’investimento sui portali”

    Giulio puoi spiegare meglio questo passaggio con un esempio concreto?

    • Si certo.
      Supponiamo tu debba prendere clienti per l’edilizia.
      Ti accordi con l’imprenditore di pagare XX a contatto.
      A quel punto cosa fai? Il broker! Ovvero vai a vedere quanto costano i lead di edilizia nei portali specializzati. Quasi certamente loro, in quanto hanno campagne ottimizzate e con economie di scala, riusciranno a pagarli meno di quanto li pagheresti tu. E come farebbe un’agenzia viaggi, tu fai il “broker” di lead per l’imprenditore. Poi magari puoi aggiungere servizi per dare più valore: come educare il cliente con chiamata preliminare o con materiale automatico. Questo sistema in ogni caso è spiegato nel corso.

      • Filippo

        Domande random a cui spero risponderete prima del lancio:

        1) E se non esistono portali specializzati?

        2) Come raggiungo l’imprenditore? Se sta cercando online una soluzione probabilmente ha già visto una vostra campagna e quindi probabilmente si sta chiedendo perchè dovrebbe pagare di più per i miei lead quando potrebbe averli a meno da voi?

        I servizi aggiuntivi possono essere una soluzione ma poi si perderebbe tempo a creare soluzioni ad hoc per ognuno e il concetto stesso di consulente smart andrebbe a farsi benedire.

        Se invece l’imprenditore non sta cercando online? Che si fa?

        • Non sempre esistono portali specializzati. Quello è solo uno dei metodi per raccogliere potenziali clienti.
          Solo che normalmente non viene usato dal consulente normale, anche quando c’è. Il che è un errore.

          Sulla 2: esistono vari modi per raggiungere un imprenditore, anche online, SENZA intercettarlo mentre questi sta già cercando una soluzione. Anzi: non è esattamente questo il migliore dei mondi possibili. Meglio intercettare persone che hanno un problema, piuttosto che persone che cercano una soluzione (vedi articolo precedente).

          Sui servizi aggiuntivi: basta fare anche quelli in modo “smart”, utilizzando quindi molto automatismo. “Smart”vuol dire “ottimizzo il mio lavoro”. Diverso da “non lavorare” per nulla.

          Spero di aver chiarito.

          • Il concetto pratico è che bisogna contrarsi sui luoghi dove le persone spongono il loro problema e poi costruirgli una soluzione a quel tipo di problema specifico giusto giulio?

            ti ammiro e ti seguo come mentore !complimenti e grazie per il tuo contributo di valore !

          • Si, noi preferiamo usare il pay per click, ma quanto dici è corretto. Grazie per seguirci.

          • Filippo

            Hai chiarito alcuni punti ma altri rimangono oscuri tipo l’intercettare persone che hanno un problema piuttosto che cercano una soluzione.

            Se uno ha un problema ma non sta cercando la soluzione su google come fai ad intercettarlo?

            Oppure ti riferisci al fatto che su Google usa keyword che fanno riferimento al problema ma NON alla soluzione?

          • Si, puoi anche usare le keyword, ma ci sono anche metodi alternativi (più economici e scalabili) che esulano da Google.
            Con Facebook ad esempio puoi facilmente intercettare il target giusto che vuole risolvere un problema.

      • Gli imprenditori che conosco io non si fidano a pagare per un “contatto”, loro sarebbero disposti a pagare solo per un “contratto” già chiuso. Cioè dovrei chiudere io la vendita, alle loro condizioni e solo dopo la firma mi riconoscerebbero una percentuale suul valore.

        Questa almeno è la mia esperienza, ogni volta che ho provato a dire che ci sono modi più intelligenti di comunicare online.

        • Come detto nell’altro commento, quando un imprenditore tratta il consulente così, significa che percepisce il consulente come poco “autorevole”. Lei non si sognerebbe mai di dire ad un medico “no, non le faccio vedere le mie radiografie”. Perché il medico è autorevole. Nel suo caso accade proprio questo. Nel corso trattiamo questo aspetto e come risolverlo. Anzi: è una delle caratteristiche che DISTINGUONO il consulente smart dal consulente tradizionale.

          Occorre: APPROCCIO DIVERSO, e SOLUZIONI diverse. Non basta una sola delle due cose.

          Nota bene: non è facile, soprattutto all’inizio. Tuttavia SI PUO’ imparare. Occorre buona volontà e il giusto sforzo.

  • luca botti

    mi sono appena iscritto ad un corso per web designer php dvelopper. Una volta acquisite le competenze necessarie, cosa mi servirà per trovare i clienti? solo online o anche porta a porta?

    • Essere web designer e php developer NON equivale ad essere un consulente marketing, tantomeno di tipo “smart”.
      Per trovare clienti si usa principalmente l’online, ma anche i tuoi contatti personali (sui cui fare un lavoro di un certo tipo). Non il porta a porta comunque.

      • luca botti

        nemmeno se si trattasse di negozietti che hanno bisogno del loro piccolo sito internet?

        • In quel caso può avere senso per iniziare e fare esperienza. Ma devi agire subito in modo strutturato, ad esempio cercando subito le attività dove hai più leva nel momento in cui il cliente dovesse lasciarti. Altrimenti rischi di lavorare tanto e guadagnare poco.

          • luca botti

            grazie farò tesoro dei tuoi consigli

  • Stefano

    sono sempre Stefano (quello che ti rompe anche per email….;-))
    Ma come si fa a determinare il costo di una consulenza Marketing?

    • Non esiste un metodo preciso.
      O meglio: il consulente tradizionale (sbagliando) ti fa pagare “ad ore”. E’ proprio quello che vogliamo evitare. Nel corso ci sono una serie di suggerimenti non solo di prezzo, ma soprattutto di tipologia d’offerta per i vari servizi (così da prendere il cliente, ma sopratutto guadagnarci nel lungo).

      • Stefano

        ok, ora ho le idee più chiare. Grazie Giulio